Inutile combattere, sarebbe una partita persa. Ogni giorno vengono immessi sul mercato migliaia di prodotti con la fatidica etichetta che testimonia la produzione cinese. E, questa è la vera novità, si trovano sempre più spesso prodotti di qualità, molto vicina alla ormai vintage qualità italiana. Scenario da disfatta? Io credo di no, anzi.
Sono anni che le aziende europee ed americane si riempono la bocca con il termine "outsourcing", "core business", "time to market". Bene, a mio modo di vedere è arrivato il momento di mettere in pratica i concetti racchiusi in quei termini e adottare un repentino cambio di rotta rispetto ai valori del mercato cosidetto globale.
I Cinesi, brava gente, sono diventati esperti produttori, ma, e questo è il punto, per quanto riguarda il piano commerciale e marketing sono ancora all'età della pietra.. noi "occidentali", al contrario, abbiamo da sempre curato molto questi aspetti. Ed ecco che vedere nella Cina la fabbrica del mondo non è più spaventoso, ma al contrario rappresenta una vera e propria opportunità. Produrre qualità a costi contenuti e confrontarci sul mercato mondiale per vedere chi ha avuto l'idea commerciale o marketing che raccoglie il successo maggiore. E noi Italiani, abbiamo da sempre fatto della creatività il nostro cavallo di battaglia.
E allora sfidiamo i nostri concorrenti nella cosa che ci riesce meglio: inventiamo nuove formule di vendita, nuovi mercati, nuove opportunità costruite sulla genialità dei nostri imprenditori. Lasciamo alla Cina il compito di produrre, non è cosa nostra...
